Come usare la tacca del MacBook
Aggiornata il 20 settembre 2026.
La tacca del MacBook divide: c’è chi non la nota dopo il primo giorno e chi cerca da subito il modo di farla sparire. Questa pagina risponde a tre domande diverse — cosa c’è dentro, cosa fa già macOS da solo, e cosa puoi farci fare in più — perché chi arriva qui di solito ne ha in mente una sola.
Cosa c’è dentro
La fotocamera e i sensori che regolano la luminosità e il bilanciamento dei colori dello schermo. Apple ha ritagliato quello spazio per far arrivare il pannello fino al bordo alto: la tacca non ruba schermo, lo schermo si è allungato attorno a lei. Sopra la tacca, ai suoi lati, c’è barra dei menu che prima non c’era.
Quello che non c’è dentro è Face ID: i sensori di profondità dell’iPhone sul MacBook non ci sono, e nessun aggiornamento li aggiungerà.
Cosa fa già macOS, senza installare niente
Tiene la barra dei menu ai lati. I menu a sinistra e le icone a destra si dispongono attorno al ritaglio, e il sistema evita di metterci qualcosa sotto.
A schermo intero la nasconde. Quando un’app va a tutto schermo, macOS di norma porta il contenuto sotto la tacca e riempie di nero la fascia attorno: durante un film o una presentazione il ritaglio smette di esistere.
Ha un’opzione per le app che non la gestiscono bene. Qualche
programma vecchio disegna la sua interfaccia fin sopra, e finisce tagliato. Si risolve una
volta per tutte: seleziona l’app nella cartella Applicazioni, apri le informazioni
(⌘I) e attiva l’opzione che ridimensiona la finestra sotto la
fotocamera integrata. L’etichetta esatta cambia un po’ da una versione di macOS
all’altra, ma è l’unica voce che parla della fotocamera. Poi riavvia l’app.
Il fastidio vero: le icone che spariscono dietro
È il problema che porta più gente a cercare come togliere la tacca, e non è la tacca: sono le icone. Se ne hai tante nella barra dei menu, quelle che non entrano nello spazio a destra del ritaglio semplicemente non vengono disegnate — non finiscono dietro, spariscono, e l’app resta in esecuzione senza che tu possa raggiungerla.
Le vie d’uscita sono tre: tenere meno app nella barra dei menu, usare un gestore che le raccoglie in un menu a scomparsa, oppure abbassare la risoluzione dello schermo, che allarga tutto e ne fa entrare meno. La prima è noiosa, la terza peggiora il resto.
Se proprio vuoi nasconderla
Fisicamente non si può: è un ritaglio nel pannello, non un pezzo di software. Quello che puoi fare è renderla invisibile, e il modo più semplice non costa niente: uno sfondo scuro e la barra dei menu scura. Con la barra nera il ritaglio si confonde con lei e sparisce alla vista.
Esistono anche app che disegnano una fascia nera lungo tutto il bordo alto per ottenere lo stesso effetto in ogni condizione. Funzionano, ma ti fanno perdere lo spazio che la tacca aveva fatto guadagnare: stai rinunciando a una striscia di schermo per non vedere un ritaglio.
Oppure le dai un compito
L’altra strada è quella opposta: invece di nasconderla, usarla. La tacca è l’unico pezzo di schermo sempre visibile e sempre vuoto, e ci sono app che ci aprono dentro un pannello con i comandi della musica, un posto dove appoggiare i file, la cronologia degli appunti, il prossimo impegno del calendario.
Le ho confrontate tutte, comprese le due gratuite, in app per la tacca del MacBook: quali sono e quale scegliere. E se sei arrivato qui cercando la Dynamic Island dell’iPhone, la risposta onesta — con il perché tecnico — sta in Dynamic Island su Mac: si può avere davvero?
Tre cose che vale la pena sapere prima
- Nessuna app disegna dentro il ritaglio. Su un MacBook con la tacca quell’area è assenza di schermo. Le app aprono una finestra appoggiata sotto, disegnata per combaciare con le sue misure: a riposo si confonde, aperta scende.
- Funzionano anche senza tacca. Su un iMac o un monitor esterno disegnano una forma delle stesse proporzioni al bordo alto, e si comportano allo stesso modo.
- Chiedi un consumo misurato. Un’app sempre accesa che anima qualcosa sopra un pannello sfocato può costare parecchio in batteria. Pretendi un numero, non una rassicurazione.